
Juventus Napoli 2 a 3 .La struttura narrativa dei film sullo sport che funziona sempre, che crea il pathos, che fa prima soffrire e poi esultare è questa. E' Rocky, che le prende, che incassa, che va pure al tappeto, e poi ripresa su ripresa risale il punteggio e vince, come quella sporca ultima meta, fuga per la vittoria e così via. E dopo tre partite importanti, sofferte, clamorose, questo Napoli oggi, torna a mettere un segno nell'impervio mondo dell'imaginario storico mitico sportivo di questa città. Questo tipo di risultati si raggiungono per tanti motivi ma fondamentalmente perchè ad un certo punto una squadra funziona come tale.
E sono anni che dappertutto si propone una musica degli anni ottanta che in realtà era la musica ascoltata dai distratti, quelli che in tutti i tempi non sono veramente interessati alla musica, ma consumano quello che in qualche modo gli arriva come prodotto del momento e via. I Tuxedomoon di Blaine Reininger e Wiston Tong, erano un gruppo più di artisti d'avanguardia che di musicisti, nelle loro performance c'era tanta roba che ancora adesso viene rielaborata con tecnologie sofisitcate laddove loro usavano proiettori di diapositive e super otto, unità di riverbero e camere eco; ma facevano pezzi come questo, capaci di generare emozioni, commuovere e rimanere nella memoria per sempre con suoni e suggestioni che sembrano provenire dalla colonna sonora di un film di Wong Kar Wai, ma prima, molto prima, che questo cominciasse a fare del cinema.
quando lasciai Ischia c'era la solita meravigliosa luce di fine agosto e la certa tristezza che come ogni anno la nostra estate stava finendo un mese prima del naturale. Il traghetto era prvedibilmente gremito e convinsi Mirella a metterci all'aperto, per evitare a Luigi la pessima aria condizionata e godere ancora di un pezzo di giornata di mare. Certo il caldo era ancora troppo ed un ansimante silenzio languiva sul ponte superiore. Avevo notato già salendo a bordo, quella comitiva composita e ben educata, si capiva trattarsi di una comunità in vacanza, vecchi certo, ma anche giovani sigoli e a coppie con tanto di prole da grembo e più. Poco prima di passare davanti al faro di Miseno una parte di questi che si era arrampicata sulle murate, cominciò a suonare una gigue, allora con flemma e disinvoltura spuntarono gli altri dalle seggiole ad uno ad uno e cominciarono a danzare, sorridenti e decisi eseguivano con precisione le movenze pur negli spazi inesistenti tra bagagli e viaggiatori. Nessuno di loro aveva il corpo da bellezza televisiva, anzi, come vedete ce n'era qualcuno e qualcuna proprio bruttarelli e questo li rendeva ancora più ammirevoli ai miei occhi, non ballavano per farsi vedere o apprezzare, ballavano semplicemente per vivere con gusto anche quello scampolo di vacanza che noi esauriti riempiamo invece con le angosce per il ritorno al lavoro ed alle cadences terribles. Mi dispiace non saper dire esattamente chi fossero e da dove venissero, sentii nominare una valle e cantavano in francese, ma non volli far loro domande, e lasciarli indisturbati in quel naturale esprimersi serenamente autentico e libero

Non è il titolo del pezzo che stanno suonando, mi sa che in quel momento non c'era nessuno a cui interessasse nominare la musica che Frank Zappa, Philly Joe Jones, Earl Freeman, Louis Moholo, John Dyani, Grachan Moncur III and Archie Shepp stavano producendo, questi sono i momenti che preferisco, quando i generi e gli stili non servono a niente perchè chi si sa incontrare per costruire qualcosa non fa neanche della contaminazione, fa musica e basta.



la disorganizzazione della società di comunicazione TELE2 ha fatto si che sono rimasto senza ADSL a casa per più di un mese, così penso ci siamo persi gli ultimi visitatori, ma il blog vive a prescindere. Quelle che vedete sono alcune foto della casa dove siamo stati ad Agosto. Ci siamo stati in tanti con bimbi e chitarre, adesso sarà vuota così come in queste immagini o saranno tornati i padroni di casa, Olandesi cultori di arte contemporanea iconoclasta e collezionisti di icone ortodosse, dei bei personaggi a giudicare dai libri, e pittosto alti a giudicare dalle bici.
le canzoni di questa estate non sono state molte per il nostro micro sottogruppo, ovviamente la canzone di Malika Ayane/Negramaro che Nicola eseguiva ogni sera sul terrazzo Greco/Olandese di Tapia, è la canzone che doveva essere, quella per cui si riesce a collegare luoghi fatti e date nelle nostre memorie ossidate. Ma nella mia testa, i suoni che si sono conquistati sempre più spazio nonostante l'automartellamento di canzoncine per bambini a cui mi sottopongo quotidianamente, sono i suoni di questo pezzo di Battiato. Un pezzo con un testo bellissimo ed una melodia che fonde in maniera unica il tipico giro armonico degli anni sessanta con un'aria da opera lirica. Ricordo l'estate dell'ottantadue nella casa che avevamo nella palude di via porchiera, collegavo lo sharp con la cassetta de "La voce del padrone" al nuovo amplificatore Fender e ci svisavo sopra con la Gibson Sg "diavoletto" trovata su Bric a Brac da un signore di Boscotrecase e pagata con i soldi guadagnati lavorando un anno con Vittorio Lucariello, nel suo teatro Spazio Libero. Non ricordo come mi è tornata in mente questa canzone, ma gurdandomi intorno e raccogliendo i pensieri, ce la trovo ultimamente sempre impigliata come una seppia palpitante tra le maglie di una rete tirata a mano su una barca a remi.
ora siamo in tre, e sei molto pi di quanto potessi sperare... sono felice e adoro condividere il mio piacere con le persone che amo buonanotte laura, sogni d'oro